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Davide Enia

Biografie

Davide Enia (1974) is acteur en een van de belangrijkste Italiaanse toneelschrijvers. Hij woont en werkt in Rome, en is freelancer voor onder andere Panorama en het Italiaanse Vogue. Enia maakt ook radioluisterspelen, en in 2008 stichtte hij samen met Fabio Rizzo het platenlabel 800A Records.

In 2002 schreef en regisseerde hij het theaterstuk Italia-Brasile 3 a 2, over de befaamde voetbalwedstrijd van 1982. Hij speelde er zelf in mee. Een jaar later schreef Enia de theatertekst Scanna, waarin hij het verhaal brengt van een familie op de vlucht tijdens de oorlog. Het werk werd bekroond met de Premio Tondelli en de Permio Ubu Speciale. In 2004 werd het onder zijn regie opgevoerd op de Biënnale van Venetië. Ook in zijn ander werk zijn voetbal en oorlog terugkerende thema's.

In 2012 verscheen zijn eerste roman, Così in Terra (Baldini e Castoldi Dalai), die genomineerd werd voor de Premio Strega, de meest prestigieuze Italiaanse prijs. Het wordt verkocht in achttien landen en werd onder andere vertaald naar het Engels, Duits, Deens en Spaans. Zijn werk Zo ook op aarde  werd in het Nederlands uitgegeven bij De Bezige Bij (2012). Zijn meest recente publicatie is de novelle Uomini e pecore (2014).

In enkele interviews omschrijft Enia schrijven als gedisciplineerd werken op een rustige plek, zonder rumoer van buiten, zonder afleiding. Tijdens zijn residentie in de schrijversflat van Passa Porta trekt hij zich terug om inspiratie te vinden voor nieuw werk.  

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Auteurstekst

dear Charles M. Schulz,

inutile girarci in tondo. Le cose vanno male. In Europa sono addirittura tornati i fili spinati. Tu qui eri venuto a combattere durante la seconda guerra mondiale. Laddove caddero le bombe, sorgono oggi nuove abitazioni e sono ricresciuti gli alberi, eppure lungo le frontiere la storia si ripete. È arrivata una massa di profughi enorme, in fuga dalla guerra e dalla fame. Hanno ogni età. A volte incontrano i fili spinati e mitra, a volte si imbattono nella solidarietà delle persone, a volte non riescono ad arrivarci proprio in Europa, perché le barche su cui sono saliti affondano nel mediterraneo.

C'è una isoletta minuscola vicina alla mia Sicilia (che è proprio parte della mia Sicilia), si chiama Lampedusa e da almeno quindici anni è approdo per i profughi. Sono andato a vedere cosa stava accadendo. A febbraio avevo scritto questa nota:

Tre anni fa, a Lampedusa, un pescatore mi disse: «Sai che pesce è tornato? Le spigole». Poi si addumò una sigaretta, la svampò tutta in silenzio e concluse: «E sai perché le spigole sono tornate in mare? Sai di cosa si nutrono? Ecco». Buttò la sigaretta e se ne andò. Non c'era niente, davvero, da aggiungere. Di Lampedusa (ero andato per scrivere un pezzo) ricordo le mani piene di calli dei pescatori, i racconti (che non riportai, come da accordo) dei cadaveri trovati sistematicamente tirando su le reti - «Come sempre?», «"Sempre" ‘u sai chi bole diri? Sempre» -, qualche barcone arrugginito al sole, forse l'unica forma di testimonianza onesta - corrosione, polvere, ruggine - al giorno d'oggi, i dubbi sul senso del tutto nei piccirìddi e la parola «sbarco» usata a sproposito, ché tutti erano recuperi veri e propri, e il barcone scortato nel porto e i poveri cristi portati nel Centro di Permanenza Temporaneo. E i vestiti dei lampedusani dati loro dagli stessi abitanti, in un rilancio di misericordia che non voleva né riflettori né pubblicità, perché c'era freddo e quelli erano corpi da scaldare.

Sai cosa mi ha fatto innamorare delle tue strisce, Charles? La misericordia che regna in esse. Il tuo Peanuts è pieno di vita in virtù di una umanità che rende intimo e al tempo stesso universale il sogno e il gioco (Snoopy), la genialità carica di nevrosi (Linus), l'ego smisurato e battagliero (Lucy), il dramma e la sconfitta, l'ansia e lo slancio d'amore (il mio amatissimo Charlie Brown, cui voglio bene come a un fratello).
In una striscia, Linus è depresso, sente la vita pesare come un fardello insostenibile. Charlie Brown ascolta le sue parole restandogli accanto tutto il tempo. Poi, a sfogo ultimato, Charlie Brown dà una pacca sulla spalla dell'amico. È tutto ciò che può offrire in quel momento di sconforto: il calore del palmo della mano, la gentilezza del tocco. È questa la misericordia cui mi riferisco: avere la forza di ammettere, innanzitutto a se stessi, che non sempre si hanno le soluzioni però, ecco, un abbraccio e una carezza per chi ne ha bisogno non mancheranno mai.
Di questa misericordia c'è bisogno, oggi, dappertutto. Una misericordia che sia coperta e pane, capacità di ascolto e silenzio di fronte al dramma.

Ti ringrazio per avermi indicato come si può essere una persona migliore.

I love you, Charles, even if I never told you before

Davide

 

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Vertaling

De brief die Davide Enia schreef aan Charles M. Schulz verscheen in De Standaard der Letteren op 13 november 2015.

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Passa Porta
31.08.15 > 28.09.15

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